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  • Il backup foto che credi di avere: perché iCloud e Google Foto non bastano

    14 Settembre 2026 Consigli
    Smartphone con la galleria delle foto accanto a un disco esterno rosso, su una scrivania di legno illuminata dal sole

    Immagine generata con AI

    Quando qualcuno ci porta un computer o un disco che non si legge più, la prima cosa che chiediamo è se c’era una copia dei dati. Spesso la risposta arriva sicura: «Sì, le foto sono tutte sul cloud». Ed è qui che nasce l’equivoco. Quello che molti chiamano backup foto, nella maggior parte dei casi, è una sincronizzazione: una copia che segue l’originale in tutto, anche quando lo cancelli.

    La differenza sembra un dettaglio tecnico. In pratica è quella fra ritrovare le foto delle vacanze e perderle per sempre. Vediamo cosa succede davvero sui servizi più usati, e come si fa una copia che regge.

    Sincronizzare non è fare un backup

    Un servizio di sincronizzazione tiene uguali due posti: il telefono o il computer da una parte, il cloud dall’altra. Aggiungi una foto e compare anche online. Ma vale anche al contrario: se cancelli, la cancellazione arriva dappertutto. Microsoft lo scrive nero su bianco nella guida di OneDrive: se elimini un file nella cartella OneDrive del computer, viene eliminato anche dal sito, e viceversa.

    Un backup invece è una copia separata, che non cambia quando cambi l’originale. Se il file sparisce dal computer, nel backup resta. È proprio questa separazione che lo rende utile il giorno in cui qualcosa va storto.

    Lo stesso discorso vale per i virus che cifrano i file, i cosiddetti ransomware: se il computer sincronizza, rischia di mandare nel cloud anche i file ormai illeggibili. La CISA, l’agenzia americana per la sicurezza informatica, avverte in una sua guida ai backup che le copie che si aggiornano da sole possono trasferire in silenzio al backup gli stessi danni dei file originali.

    Il cestino c’è, ma dura 30 giorni

    La buona notizia è che i file cancellati non spariscono subito: passano da un cestino. Quella meno buona è che il cestino ha una scadenza, e per gli account personali oggi è la stessa sui tre servizi più diffusi.

    • iCloud Foto: le foto cancellate finiscono nell’album Eliminati di recente e restano lì 30 giorni. Poi vengono eliminate definitivamente.
    • Google Foto: 30 giorni nel cestino. Molte guide online parlano ancora di 60 giorni, ma la pagina ufficiale di Google oggi dice 30.
    • OneDrive: 30 giorni nel cestino per gli account personali. Dopo, Microsoft li elimina in automatico.

    Trenta giorni sembrano tanti, finché non ci si accorge della foto mancante due mesi dopo, magari cercandola per un compleanno.

    Su iPhone c’è una trappola in più

    Chi usa iPhone ha quasi sempre iCloud Foto attivo, e con lui una regola da conoscere: una foto cancellata su un dispositivo viene cancellata su tutti quelli collegati allo stesso account Apple. iPhone, iPad, Mac.

    Poi c’è il punto che quasi nessuno sa. Apple spiega che se lo spazio iCloud è pieno, le foto e i video che cancelli vengono rimossi subito e non passano dall’album Eliminati di recente. Niente cestino, niente trenta giorni. E lo spazio gratuito di iCloud è di 5 GB, che con le foto di un telefono si riempiono in fretta.

    Se il telefono ti avvisa da tempo che iCloud è pieno, prima di cancellare qualcosa per fare spazio conviene fermarsi e copiare le foto altrove.

    Su Windows, Backup di Windows non è quello che sembra

    In Windows 11 c’è un’app che si chiama proprio Backup di Windows, e il nome trae in inganno. Per cartelle come Desktop, Documenti e Immagini, Microsoft spiega che il backup le sincronizza con OneDrive. Quindi vale tutto quello che abbiamo appena detto: è comodo, ma se cancelli un file sul computer sparisce anche online. In più lo spazio gratuito dell’account Microsoft è di 5 GB, condiviso fra OneDrive e gli allegati della posta Outlook.com.

    Un backup vero su disco esterno Windows 11 ce l’ha ancora, ma è nascosto: si chiama Cronologia file e si trova nel Pannello di controllo, alla voce Sistema e sicurezza. Salva in automatico le cartelle personali più importanti, come Documenti, Immagini e Video, su un disco collegato al computer, e conserva le versioni precedenti dei file: se ne rovini uno, puoi tornare a com’era prima.

    Come si fa un backup foto che regge

    Non serve un sistema complicato. Alle foto che hai già nel cloud aggiungi una copia su un disco esterno che colleghi ogni tanto e poi stacchi: staccato, quel disco non subisce né le cancellazioni né i virus che viaggiano con la sincronizzazione. È il principio della regola 3-2-1, tre copie su due supporti diversi di cui una fuori casa, che spieghiamo con gli strumenti da usare nella nostra guida al backup dei dati.

    Su Windows il lavoro lo fa Cronologia file, sul Mac c’è Time Machine. E se non sai come passare le foto dal telefono al disco, lo facciamo insieme in negozio.

    Poi c’è il passaggio che quasi tutti saltano: provare il backup. Una copia che non si è mai provato a ripristinare è una speranza, non una copia.

    Hai cancellato qualcosa? Cosa fare subito

    • Non aspettare: il conto alla rovescia dei 30 giorni è già partito.
    • Controlla il cestino del servizio: Eliminati di recente su iPhone, il Cestino in Google Foto, il Cestino sul sito di OneDrive. Attenzione: i file di OneDrive che erano solo online non passano dal Cestino di Windows, vanno cercati sul sito.
    • Se hai un abbonamento Microsoft 365, c’è la funzione Ripristina OneDrive, che permette di annullare le modifiche fatte ai file negli ultimi 30 giorni.
    • Se il problema è un disco che non si legge più, non insistere a riaccenderlo: più lo si usa, più si rischia. Prima leggi cosa fare nella nostra pagina sul recupero dati.

    Come ti aiutiamo noi

    Quando ci chiedi di sistemare il backup, partiamo dalla tua situazione: guardiamo cosa c’è da proteggere, dove sta oggi e cosa succederebbe se sparisse. Poi ti proponiamo la soluzione adatta. E prima di considerare il lavoro finito facciamo sempre una prova di ripristino: un backup vale solo se, al momento del bisogno, i file tornano indietro davvero.

    Lavoriamo regolarmente anche da remoto: se hai cancellato qualcosa e sei ancora nei 30 giorni, possiamo aiutarti a recuperarlo dal cestino o dalle versioni precedenti senza che tu debba muoverti da casa.

    Le tue foto sono al sicuro davvero?

    Passa in negozio o scrivici: guardiamo insieme dove stanno oggi e come proteggerle. Siamo in Via Biscolla 33/C a Montecatini Terme, e serviamo tutta la Valdinievole.

    Chiama 0572 773791 Scrivici su WhatsApp

    Domande frequenti

    La sincronizzazione con iCloud o Google Foto è un backup?

    No. La sincronizzazione tiene uguali il telefono e il cloud, quindi se cancelli una foto sparisce da entrambi. Un backup è invece una copia separata, che non cambia quando cambi l’originale.

    Quanto tempo ho per recuperare una foto cancellata?

    Per gli account personali 30 giorni, sia su iCloud sia su Google Foto e OneDrive: tanto restano nel cestino prima dell’eliminazione definitiva. Conviene controllare subito, perché il conto parte dal momento della cancellazione.

    Cosa succede alle foto cancellate se lo spazio iCloud è pieno?

    Secondo Apple, se hai superato lo spazio disponibile le foto e i video che elimini vengono rimossi subito e non finiscono in Eliminati di recente, quindi da lì non si recuperano. Prima di cancellare per fare spazio, conviene copiarle altrove.

    Se ho il cloud, mi serve comunque un disco esterno?

    Sì, se foto e documenti ti sono cari. Il cloud sincronizzato segue il telefono, cancellazioni comprese; un disco esterno che colleghi ogni tanto e poi stacchi resta una copia separata, che non si cancella insieme al telefono.

    Potete aiutarmi a recuperare file cancellati dal cloud?

    Sì, anche da remoto. Se sei ancora entro i 30 giorni del cestino, di solito i file si recuperano dal servizio stesso. Per un disco che non si legge più il discorso è diverso: meglio non insistere e portarlo in negozio, dove la valutazione a vista è gratuita.

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