Aggiornato: luglio 2026
Foto degli ultimi dieci anni, i figli che crescono, il matrimonio, i documenti scansionati con cura… tutto può sparire in un attimo: un disco che si rompe, un furto, un virus, una cancellazione per sbaglio. Il bello è che si previene con poca spesa. In questa guida vediamo come fare un backup fatto bene, alla portata di tutti.
Perché il backup è la cosa più importante di tutte
Con i computer non è questione di se, ma di quando: prima o poi un guasto capita. E mentre un alimentatore o una scheda si sostituiscono, i dati persi non tornano. Il backup è l’unica vera assicurazione contro guasti, furti, cancellazioni accidentali e ransomware (i virus che “sequestrano” i file chiedendo un riscatto).
La regola d’oro: 3-2-1
È il metodo più semplice ed efficace, usato anche dalle aziende:
- 3 copie dei tuoi dati (l’originale + due backup)
- 2 supporti diversi (per esempio un disco esterno e il cloud)
- 1 copia fuori sede (in cloud oppure fisicamente in un altro luogo)
Così, se anche una copia va persa per un guasto, un furto o un incendio, i tuoi dati sono comunque al sicuro da un’altra parte.
In pratica: cosa usare
La soluzione migliore oggi è ibrida: un disco esterno (o un NAS) per ripristini veloci in casa, più il cloud per la copia fuori sede e lo storico delle versioni.
- Disco esterno: economico e veloce. Consiglio: se sostituisci il vecchio hard disk con un SSD, riusa il disco tolto come unità di backup
- Cloud: per avere una copia sempre al sicuro fuori casa, con servizi come Backblaze o iDrive (che offre anche un piano gratuito iniziale)
Attenzione al ransomware
I virus più recenti prendono di mira anche i backup: se il tuo disco esterno resta sempre collegato, un ransomware può cifrare pure quello. Per questo conviene tenere almeno una copia scollegata (stacca il disco dopo il backup) oppure su un cloud con protezione anti-modifica. Una copia “offline” è la tua rete di sicurezza definitiva.
Il backup che non provi… non è un backup
Sembra ovvio, ma è l’errore più comune: fare i backup e non verificarli mai. Prova ogni tanto a ripristinare qualche file, così sei sicuro che il giorno del bisogno funzioni davvero.
Quali programmi usare
- Già inclusi nel sistema: su Windows c’è Backup di Windows, su Mac Time Machine
- Gratuiti: FBackup (semplice, in italiano) o Paragon Backup & Recovery se vuoi copiare l’intero disco, sistema operativo compreso
- Professionale: per i nostri clienti scegliamo Uranium Backup, potente e configurabile, adatto sia ai privati sia alle aziende
Ti aiutiamo a dormire tranquillo
Se non vuoi pensarci tu, ti impostiamo un backup automatico su misura — disco esterno, NAS o cloud — e ti mostriamo come verificarlo. Meglio dedicarci mezz’ora oggi che disperarsi domani.
Domande frequenti
Cos’è la regola 3-2-1 del backup?
Tre copie dei dati, su due supporti diversi, con una copia fuori sede (per esempio disco esterno + cloud). È il modo più semplice per non perdere i dati anche in caso di guasto, furto o incendio.
Basta un disco esterno per essere al sicuro?
Aiuta, ma è meglio avere anche una copia fuori sede (in cloud o altrove): un solo disco può rompersi, essere rubato o cifrato da un ransomware.
Come proteggo il backup dal ransomware?
Tieni almeno una copia scollegata dal computer (stacca il disco dopo il backup) oppure su un cloud con protezione anti-modifica. Un ransomware non può cifrare ciò che non è collegato.
Ogni quanto va fatto il backup?
Dipende da quanto lavori sui file: per la maggior parte delle persone un backup automatico giornaliero o settimanale è l’ideale. L’importante è che sia automatico, così non te ne dimentichi.
Come faccio a essere sicuro che il backup funzioni?
Prova ogni tanto a ripristinare qualche file: un backup mai verificato potrebbe non essere utilizzabile al momento del bisogno. Nel dubbio, lo controlliamo noi.
- Veeam — La regola di backup 3-2-1 spiegata
- CISA (Agenzia USA per la cybersicurezza) — Backup e protezione dal ransomware