Deep Learning

Deep Learning

Le macchine ci stanno studiando!

deep-learning.amicobit-computer-montecatinitra breve la celebre citazione di Umberto Eco “Il computer non è una macchina intelligente che aiuta le persone stupide, anzi è una macchina stupida che funziona solo nelle mani delle persone intelligenti” sarà obsoleta; in questo articolo affrontiamo una tendenza che è sotto i nostri occhi ma che non tutti conoscono: il Deep Learning.

Innanzitutto introduciamo il Deep Learning (Apprendimento Approfondito), che qualcuno definisce un passo oltre l’intelligenza artificiale: questa tecnologia richiede grandi investimenti e si applica al campo dei Big Data ovvero quei database statistici talmente grandi e ricchi di informazioni che non possono essere analizzati con i classici strumenti a disposizione.

Per fare un esempio si stima che i dati raccolti ogni giorno da Facebook consistano in 136.000 foto caricate, 510.000 commenti e 293.000 aggiornamenti di stato OGNI 60 SECONDI!

Come funziona?

Concettualmente un sistema così strutturato implica la costruzione di reti neurali artificiali che tentano di imitare il modo in cui il cervello (vivente) organico ordina e processa le informazioni. Il termine Deep indica l’uso di molti strati di reti neurali impilate l’una sull’altra. Tale configurazione di elaborazione dei dati è nota come una rete neurale profonda, e la sua complessità significa che è in grado di elaborare i dati in modo più approfondito e raffinato rispetto ad altre tecnologie di Intelligenza Artificiale che sono venute prima.

deep learning - amicobit computer Montecatini

Ma perché colossi come Facebook, Google o Amazon sono così interessati a sviluppare il Deep Learning? Semplice: funziona! Pensate a come sarebbe bello se mi chiamassi Mark Zuckenberg e avessi un sistema che interpreta il contenuto delle foto, il contenuto dei post e contestualizzasse gli stati d’animo che cambiano costruendo un perfetto profilo del singolo utente così preciso da proporre esattamente ciò che sei disposto a comprare in un esatto momento con una possibilità di vendita pari al 100%.

Storicamente le prime esplorazioni discusse pubblicamente sono iniziate con il progetto Google Brain nel 2011. L’anno seguente, Google ha annunciato di aver costruito una rete neurale, progettata per simulare i processi cognitivi umani, in esecuzione su 16.000 computer e che era capace, dopo aver studiato circa 10 milioni di immagini, di identificare i gatti.

Come abbiamo detto Google utilizza questa tecnologia per le sue applicazioni (vedi Google Now) ma quali posso essere le altre applicazioni?

Vediamone brevemente alcuni esempi

  • il pilota automatico delle auto di prossima generazione in cui il DL interviene utilizzando i dati dei sensori dei veicolo come se si trattasse dei 5 sensi umani ma applicando le reazioni corrette con tempi di reazione superiori
  • in medicina potremmo creare un incredibile database di casistiche per riconosce con maggiore dettaglio ed attenzione i sintomi delle malattie percepiti anche solo dalle vibrazioni della voce del paziente
  • speciali software per interpretare e raccontare immagini a chi non le può vedere; ad esempio alcuni scienziati di Harvard hanno utilizzato Deep Learning per insegnare a un computer a eseguire calcoli viscoelastici utili nelle previsioni dei terremoti.

Bene e allora quali è la preoccupazione il Deep Learning sembra portare solo benefici! Come no! Purtroppo dobbiamo anche prepararci a chi vuole speculare per le implicazioni più ampie alla faccia di etica e privacy: il Deep Learning potrà essere applicato anche alle strategie commerciali e allora possiamo ipotizzare che la tua auto con autopilota farà una scorciatoia e ti farà passare di fronte a chi ha pagato per far notare la propria attività, l’industria farmaceutica ti propinerà il medicinale al primo accenno di voce tremolante dicendoti che potresti starnutire fatalmente e le voci che interpretano immagini potranno usare ogni tecnica di PNL commercialmente efficace

Ripensandoci bene forse dovremo togliere la scritta basterà ma semplicemente correggerla in “Il DEEP LEARNING è un sistema intelligente che aiuta ma solo nelle mani delle persone intelligenti”.

Siamo pronti per questo caro Umberto?

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